La Cappella dei Morti

Cappella in ricordo della peste del 1830

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Descrizione

Chiesa

Sulla nostra popolazione si abbatte una tremenda peste nel 1630 che interessò tutta l'alta Italia, provocando una lunga carestia. Furono centinaia di migliaia le persone che ne rimasero vittima e nessun paese delle Giudicarie fu risparmiato. Concorsero alla propagazione del contagio il movimento di truppe da una regione all'altra. Cerano poi parecchie persone che per lavoro emigravano nel Veneto e nella Lombarida ed è accertato che al loro ritorno erano già cosparsi di bubboni sul loro corpo. Per tale motivo ne veniva impedito il rientro nei rispettivi paesi e nelle proprie case, ma lasciati morire in qualche grotta o caverna.
È probabilmente anche per quanto accaduto che gli abitanti di Castello edificheranno qualche anno dopo la Cappella dei "40 Morti". Fu eretta nel 1836, serpeggiava in quell'anno un'altra pestilenza, il colera. Si racconta di 40 castellani rientati da Venezia e posti in quarantena al fine di evitare un'eventuale contagio con la popolazione. Ad uno ad uno i 40 appestati morirono e vennero sepolti dove ora sorge l'attuale chiesetta. La popolazione fece pertanto pegno alla Madonna delle Grazie affinchè fossero preservati dal contagio, promettendo la costruzione di una chiesetta in suo onore. Mancava solo il segno che indicasse il luogo. E il segno non si fece attendere una rosa germogliò in pieno inverno su un terreno interamente coperto di neve. Era il luogo dove erano stati seppellitti i 40 appestati
La chiesetta fu poi reataurata e ampliata con l'aggiunta del portico nel 1889. All'interno sono consertati i dipinti che illustrano la vicenda dellla peste.
Fino a pochi decenni fa il Santuario era meta di pellegrini che proveniva da tutti i paese della Valle ora la Sagra dei Morti avviene la quarta domenica d'agosto con grande solennità.

Modalità di accesso

L’accesso presenta barriere architettoniche ed è segnalato

Indirizzo

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