Chiesa di San Giorgio

Chiesa parrocchiale

Chiesa di San Giorgio © Comune di Castel Condino - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Chiesa

Castel Condino aveva una chiesa prima del 1260, in quanto in una bolla del 8 febbraio 1528 di papa Clemente VII dei Medici si fa riferimento a privilegi concessi da papa Urbano IV, che fu papa dal 1261 al 1265. La chiesa, forse piccola ed insufficiente, venne ricostruita ed ingrandita, con consacrazione avvenuta il 24 novembre 1445 da parte di Albertino da Tridino Vescovo Esiense, Suffraganeo del Vescovo di Trento.
Il pontefice Leone X il 14 settembre 1519, su richiesta della comunità di Castello "attribuisce e concede alla Comunità di Castello la licenza e la facoltà di deputare, amovere, surrogare nella Chiesa di S.Giorgio uno o più coppellani". Ne nacque un confolitto fra l'arciprete di Condino e Castello, tuttavia i castellani riuscirono ad avere un proprio cappellano il 29 giugno 1524.
L'antica chiesa non poteva più contenere l'aumentata popolazione e si pensò di costruirne una nuova. Il 23 ottobre 1863 fu collocata la prima pietra. Il 30 ottobre dell'anno successivo (1864) la nuova chiesa era già aperta regolarmente al culto divino. Il costo complessivo della nuova chiesa fu di 17.000 fiorini e dil progetto fu dell'Ing. Carlo Pagnoni. E' di stile rinascimentale e per ricevere la sua grande mole si dovette allargare lo spazio verso ovest e prolungare il muraglione verso est. Lo spazio così ottenuto non permetteva comunque di direzionarla, sulla falsa riga della precedente, da est verso ovest (tutte le chiese normalmente sono direzionate verso est, verso oriente, da dove proviene Cristo come sole che ci innonda della sua luce).
L'altare maggiore fu progettato dall'Ing. Leopoldo de Claricini, famoso ingengere. L'altare di destra, dedicato all'Immacolata, fu regalato da Antonio Spada, mentre quello di S. Eugenia, rimasto tuttavia incompiuto, fu regalato da Antonio Pozzi.
Il campanile rimase quello vecchio, alla sua base vi sono i massi che costituivano i muraglioni dell'antico castello, anche se era nell'intenzione della gente di edificarne uno confacente e proporzionato alla nuova chiesa e nello spazio ad esso riservato. Le cinque campane venenro collocat sul campanile in periodi diversi. La maggiore fu gettata o fondata nel 1765 e l'ultima nel 1842. tutte portano delle iscrizioni. Sulla V e sulla II vi erano gli stemmi del paese di Castello.
Il costante amore verso questa chiesa è testimoniato dalla numerose offerte e dai lasciti che attraverso i secoli l'hanno resa "ricca". Basti ricordare l'organo offerto da Antonio Spada, successivamente restaurato con le offerte della comunità, i confessionali, il pulpito, l'arredo del veccio coro e della sagrestia. Tutto il legname fu portato in chiesa dai fedeli e lavorato con freti ed intagli del falegname Andrea Tarolli. sul retro dell'altare maggiore è scolpilo un elenco di persone benemerite. Ma ogni persona, a seconda delle sue capacità o fortuna, ha collaborato a rendere decorosa questa chiesa, di cui nell'agosto 2001 si è completata la ristrutturazione.
È questa la chiesa che ha visto il paese in fiamme (incendio del 31 gennaio 1884) e che si è sentita spogliata durante il primo conflitto mondiale (le campane furono fatte a pezzi e fuse per obici e cannoni). E' questa la chiesa che salutò coloro che seguirono Napoleone nella campanga di Russia del 1811 e le truppe garibaldine nel 1859 e nel 1866. E' questa la chiesa che salutò i propri figli pariti per il primo e il secondo conflitto mondiale. Essa vide l'angosciato saluto di centinaia e centinaia di emigranti.
È la nostra chiesa e la portiamo nel nostro cuore. Fin tanto che Castello vivrà, questa sarà il nostro tempio il simbolo della nostra fede.

Modalità di accesso

L’accesso presenta barriere architettoniche ed è segnalato

Indirizzo

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