Origine di Boniprati

di Lunedì, 16 Giugno 2014
Immagine decorativa

Boniprati è una valle alpina formatasi a seguito dello scivolamento verso il basso della massa del Monte Melino.
Nella fase antecedente all’epoca glaciale quaternaria, dal versante della cima Pissola si staccò l’enorme massa del Monte Melino che poi si assestò lasciando a monte un’ampia nicchia di distacco individuabile nella valletta di Boniprati. Con le glaciazioni pleistoceniche nel gruppo del Brenta si originò un ghiacciaio che, indirizzatosi lungo le Giudicarie si incontrò nella zona di Pieve di Bono con un altro ghiacciaio proveniente dall’Adamello lungo la Val di Daone.

Con la diminuzione dello spessore dei ghiacciai, che superara i 1400 metri, emerse la parte superiore del Melino ed il ghiacciaio daonese si divise in due rami, di cui il principale sfociò in Val Giudicarie, a Pieve di Bono, ed uno secondario si indirizzò all’interno della valle di Boniprati, aggirò il Monte Melino e si ricongiunse poi al ghiacciaio principale; la valletta venne quindi ad assumere la tipica morfologia glaciale.
Le tracce del passaggio del ghiacciaio a quote così elevate si rinvengono presso malga Campello (1450 m.s.l.m.) e a sud di malga Table a quota 1415 m.s.l.m. sotto forma rispettivamente di una superficie di rocce montonate e di un piccolo cordone morenico parallelo al versante.
All’interno della valle di Boniprati è possibile rilevare alcune cerchie moreniche frontali della lingua che vi si addentrava, indicanti alcune pulsazioni glaciali al momento del suo ritiro. Man mano che il ghiacciaio perdeva poi la sua potenza, diminuiva la capacità di indirizzare un ramo verso Boniprati, concentrando quindi sempre più la sua forza erosiva a Nord di quella località, verso la Val Daone.
Quale relitto di questa ampia zona umida è una torbiera che copre parte della conca di Boniprati e che costituisce un sistema ambientale di notevole interesse provinciale, tanto che la Provincia Autonoma di Trento ha provveduto ad inserirlo nel Piano Provinciale dei Biotopi.
Il Biotopo di Boniprati presenta un’area periferica con vegetazione a prato ed una zona centrale dove domina una formazione a Molinia e a Carex. All’interno di questa fitocenosi si riscontra un mosaico di situazioni: nella parte meridionale si ha una predominanza di Phragmytes communis, invece distribuite in maniera puntiforme si riscontrano aree di limitata superficie con elevata presenza di sfagni. In alcuni casi in corrispondenza di tali situazioni si sono evolute delle formazioni arboree a prevalenza di Betula pubescens, Salix sp., alcuni larici ed abeti rossi come specie secondarie. Numerose sono inoltre le specie flogistiche particolarmente importanti per la loro limitata diffusione e/o rarità: Drosera rotundifolia e la Pinguicola vulgaris, specie tipiche delle torbiere a sfagni, Menyanthes trifoliata, Trichopborum alpinum, Dactyloriza majalis e la Parnassia palustris.

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